Chiesa dell’Annunziata- Altare (foto Ugo Santoro)

TERZA PAGINA IBLEA: Officina Culturale
di Luisa Santoro
Perché un blog intitolato a “TERZA PAGINA”? La terza pagina era, fino a qualche anno fa, la pagina culturale dei quotidiani. Dal 1901, anno di inizio della terza pagina, questa rappresentò il giornalismo culturale italiano, perché divenne spazio per le notizie culturali, recensioni di libri, di cinema, di teatri e approfondimenti di eventi o di tendenze culturali di spessore e si trovava nel giornale cartaceo appunto alla pagina tre.
Oggi la pagina culturale non si trova più nella terza pagina dei quotidiani ,perché il giornale cartaceo ha avuto la sua evoluzione. Franco Abruzzo fa però notare che quello della terza pagina è solo un “decesso apparente perché la sua originaria funzione si è semplicemente trasferita in altre parti del giornale“. L’eredità della Terza pagina, infatti, è stata raccolta dalle sezioni culturali collocate nelle pagine interne dei quotidiani, ma anche da supplementi come «Tuttolibri» (La Stampa), «La Domenica» (Sole 24 Ore) e «La Lettura» (Corriere della Sera).
Il web ha dato un forte impulso alla diffusione del sapere a 360 gradi, anche perché è uno strumento capace di raggiungere un pubblico maggiore, quindi può far appassionare alla cultura in generale e alla cultura particolare, un bacino più ampio rispetto al quotidiano.
Perché “Officina culturale”? Nel vocabolario della Treccani si legge che il vocabolo “Officina” viene dal latino opificina, termine derivato da opǐfex-fǐcis «operaio, artigiano», complementari dei temi di opus-ěris «opera» e facěre «fare». Anticamente indicava qualsiasi luogo dove si lavorava e si produceva, anche a scopo culturale, come, per esempio, le officine scrittorie. Quest’uso si conserva talvolta nella denominazione di alcune botteghe d’arte, centri di studio e simili, per esempio opificio teatrale, oltre che in espressioni figurate: l’officina del poeta. Quindi ho voluto creare un luogo, come una bottega d’arte e come un artigiano della cultura, dove promuovere e valorizzare anzitutto le nostre zone, e ampliare il mio progetto anche alla cultura siciliana in genere e occasionalmente a quella italiana.
Gli articoli, che pubblicherò avranno lo scopo di suscitare l’interesse che un tempo le personalità di cultura palazzolese proponevano nel campo artistico, letterario, naturalistico, riguardo al cibo e alle tradizioni. Officina culturale vuole valorizzare e riconoscere il valore dell’eredità culturale lasciata dai predecessori e tramandare i nuovi valori culturali.
Il mio interesse per l’archivistica e per la biblioteconomia sarà sempre presente, con articoli particolari in questo settore.

